Caffè tra le Cento Torri

Parto con te per un viaggio a passo d’uomo, anzi, a passo di pedone che passeggia curioso con sguardo attento alle forme e ai colori che ad ogni passo incrocia.
Un viaggio che cominciamo nella città delle Cento Torri. Il travertino e il reticolo di strade di impianto medievale ci accolgono nella bellezza uniforme, armoniosa ed elegante di Ascoli Piceno.
Siamo così invitati ad attraversare la suggestiva pavimentazione in travertino di Piazza del Popolo, una delle più belle piazze italiane. Uno straordinario scenario rinascimentale incorniciato da un loggiato di 59 archi.
Gli occhi si posano sul “Caffè Meletti“, un salotto delle idee, una vera istituzione per gli ascolani. L’atmosfera che si respira è unica grazie alla ricchezza degli arredi, allo splendore degli ornamenti e alla raffinatezza delle pitture che ne hanno fatto un Caffè in stile liberty.
Pare che Mascagni abbia iniziato qui a scrivere l’opera “Lodoletta”. Guttuso, alla fine della Seconda Guerra, vi progettò la rivista “L’Orsa Maggiore”. Sono passati Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre, Hemingway e Trilussa che, goloso dell’Anisetta Meletti, scrisse “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”.
Inaugurato nel 1907 e visitato da Re Vittorio Emanuele nel 1908 e nel 1910 per acquistare l’Anisetta Meletti, nel 1981 il “Caffè Meletti” è stato dichiarato ‘Locale di interesse storico e artistico’ dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.
Arrivare in un’ora della giornata piuttosto che in un’altra è indifferente. Ogni momento è giusto per deliziarsi con squisiti dessert e gelati artigianali, spuntini leggeri, piatti tipici della dieta mediterranea e piatti gourmet. Tutto rigorosamente all’insegna della valorizzazione della tradizione e delle eccellenze del territorio. L’Anisetta Meletti non mancherà mai.
Come dici? Che i nostri viaggi siano sempre inondati di sole? Magari! Io ti rispondo: – Se addirittura piovesse resteremo affascinati dall’effetto a specchio della pavimentazione di Piazza del Popolo.